La Sveglia

Un’Italia sempre più povera, allarme redditi al Sud

Un’Italia sempre più povera, allarme redditi al Sud

C’è un Paese che scivola sempre più giù, ma finge di non accorgersene. Un Paese dove il divario non è solo tra ricchi e poveri, ma tra nord e sud, tra chi può e chi resta indietro. Lorenzo Ruffino ha messo in fila i numeri e il risultato è impietoso: l’Italia non è solo divisa, è anche tra i Paesi più poveri d’Europa.

A Bolzano il reddito primario netto è tra i più alti del continente: 35 mila PPS. In Lombardia scende a 31,6 mila, poi ancora giù fino ai 14,6 mila della Calabria, ai 15,5 mila della Sicilia, ai 15,7 mila della Campania. Numeri da Europa dell’Est, in una nazione che si vanta di stare nel G7. Il Mezzogiorno ha un reddito comparabile a quello della Polonia, del sud della Spagna, della Grecia. Ma non basta. Perché l’Italia nel suo insieme sta scivolando nelle retrovie del continente, con salari stagnanti, crescita zero e investimenti che fuggono altrove. Il reddito medio italiano è ormai inferiore a quello della Spagna, della Francia, della Germania, persino di paesi dell’Est che fino a qualche anno fa ci guardavano dal basso.

Nel resto d’Europa le grandi città trainano la crescita: Madrid per la Spagna, Parigi per la Francia, Berlino per la Germania. In Italia no. Milano è un’illusione che si guarda allo specchio, mentre il resto del Paese arranca. Il governo blinda l’autonomia differenziata, ignorando che i divari economici sono già esplosi. Il Sud è ormai un’altra nazione, con salari più bassi, servizi ridotti e prospettive che evaporano. E intanto i giovani se ne vanno, portando altrove le loro competenze, il loro futuro, il loro domani.

Una nazione che si abitua alla povertà smette di combatterla. E questo, più di ogni altro numero, è il segno di un fallimento che nessuna propaganda potrà mai nascondere.