“Un sistema di malgoverno”, anche il Riesame conferma le accuse sull’urbanistica

Il Riesame conferma l'esistenza di un sistema dell'Urbanistica. E dietro al progetto San Siro appare Pasquarelli, il manager che trattò con Sala l'edificazione di Cascina Merlata

“Un sistema di malgoverno”, anche il Riesame conferma le accuse sull’urbanistica

Nuova conferma da parte dei giudici milanesi della tesi della Procura sull’esistenza di un “sistema” che avrebbe gestito illegalmente l’urbanistica milanese negli ultimi anni. I progetti immobiliari messi sotto indagine sarebbero “espressione di un vero e proprio sistema di malgoverno, da parte della commissione per il paesaggio del Comune di Milano” scrive infatti il tribunale del Riesame nel dispositivo con il quale  martedì ha confermato il sequestro di cellulare e dispositivi dell’ex vice sindaca Ada Lucia De Cesaris (non indagata).

Quei progetti segno del “malgoverno” dell’Urbanistica

Per i tre giudici i “numerosi casi” passati in “rassegna” dalla Procura (palazzi nei cortili di altezze superiori a quelli preesistenti, nuove costruzioni fatte passare per ristrutturazioni per risparmiare sugli oneri) sono il segno di un “malgoverno” che riguarda “l’attività di pubblica amministrazione” e “tutela dell’interesse pubblico” in “edilizia”.

Nel caso che ha coinvolto De Cesaris e l’architetto Marco Emilio Cerri (inibito per un anno dal Gip perché ritenuto dai pm il “facilitatore” delle pratiche edilizie, nonché il sedicente autore del testo del Salva-Milano) su un progetto immobiliare in via Lamarmora ci sarebbero “dichiarazioni” ritenute “coerenti” di testimoni che sono “esemplificative” di “un atteggiamento ostruzionistico dell’Amministrazione” verso architetti e progettisti che non erano“intranei” o di “veti posti ‘dall’alto’…” su alcuni progetti. Tradotto, per i giudici lavoravano alcuni costruttori appartenenti al sistema, mentre gli altri erano osteggiati. Per il Riesame, poi, il ruolo di De Cesaris è “meritevole di approfondimento investigativo” per “chiarire” i suoi “rapporti” con Cerri.

No della Procura all’accordo proposto dal Comune per regolarizzare i palazzi

Dopo l’ennesimo punto a proprio favore, non stupisce se dalla Procura filtra l’indisponibilità (ma sarebbe meglio dire irritazione) all’accordo con i costruttori indagati proposto dal Comune di Milano. Una sorta di via parallela alle indagini, spacciata per giustizia riparativa (prevista dalla Riforma Cartabia). Nel contenitore della giustizia riparativa non potrebbe rientrare l’idea avanzata da Palazzo Marino di una fideiussione da riscuotere dopo le eventuali condanne a copertura dei mancati oneri di urbanizzazione e delle monetizzazioni delle aree contestate dai pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini, Mauro Clerici e l’aggiunta Tiziana Siciliano (circa 20 milioni di euro per soli 5 cantieri).

Quelle fideiussioni non prevederebbero infatti una fase di riparazione del danno che comunque, nella prospettiva dell’accusa, non è solo economico per le casse pubbliche: nelle indagini si contestano anche la mancata pianificazione di servizi di interesse collettivo per i cittadini milanesi (parchi, fognature, parcheggi, verde, ecc..), violazioni degli standard urbanistici e dei limiti di altezza e densità edilizia.

Gli incroci

Ma Procura e Corte dei Conti sono al lavoro anche sull’altra maxi-questione urbanistica (con due fascicoli aperti, per ora senza indagati): la vendita dello stadio di San Siro e delle aree limitrofe (280.000 mq totali) ai fondi proprietari di Milan e Inter per soli 197 milioni di euro.

Chi è Pasquarelli?

Così come la politica. “Avete visto che tra i nomi dello Steering Commitee (l’organo decisionale di più alto livello in un progetto, ndr) che compongono il progetto di San Siro per Milan e Inter vi è Alessandro Pasquarelli?”, chiedeva lunedì in aula il consigliere comunale FdI, Enrico Marcora, “Non è forse Pasquarelli amico del Sindaco? È quindi vero che il Sindaco sta vendendo un bene del Comune a Milan e Inter, che hanno tra i professionisti un suo amico?”.

L’uomo che ha costruito Cascina Merlata e i rapporti con Sala ai tempi di Expo

Se siano amici non è dato sapere, di sicuro tra Sala e Pasquarelli i rapporti risalgono indietro nel tempo, visto che il manager è stato amministratore delegato di EUROMILANO S.P.A., la società che ha costruito Cascina Merlata, il quartiere residenziale lascito del post-Expo. I due, Sala come sub-commissario all’evento e Pasquarelli come proprietario delle aree, hanno avuto modo di collaborare a lungo. Non solo.

L’attività di Pasquarelli in Yard Reaas e i rapporti con Hines e Comune

Pasquarelli è stato dal 2017 al 2024 Ad e Ceo anche di Yard Reaas, gruppo specializzato nella consulenza real estate, che negli anni recenti ha svolto il ruolo di Advisor tecnico in numerose operazioni immobiliari portate avanti dal gruppo Hines, come l’hub logistico di via Rubattino 87 (110.000 mq) o la rigenerazione dell’area di Lambrate (8 nuovi immobili per totali 40.000 mq), tutte operazioni che hanno richiesto una continua interlocuzione con l’amministrazione comunale. Così come la cessione della storica sede della municipalizzata A2A di corso Porta Vittoria 4 (anche lì Yard Reaas è stato Advisor tecnico).

Yard Reaas dirige i lavori del nuovo quartiere Trotto, accanto a San Siro

Non solo, a Yard Reaas il gruppo Hines ha anche affidato l’impegnativo ruolo della Direzione generale dei Lavori del nuovo quartiere di lusso del Trotto che sta sorgendo proprio accanto allo stadio di San Siro, in un’area divenuta edificabile sotto la giunta Pisapia, quando De Cesaris era assessora all’urbanistica. Due progetti assolutamente complementari, secondo molti, totalmente residenziale uno (il Trotto), sportivo e commerciale l’altro (San Siro, dove la legge stadi non permette di costruire residenziale).

Del resto quei 98.321 mq di servizi, uffici, negozi, centri commerciali e centro sanitario previsti a San Siro a chi dovrebbero essere destinati? Certamente non agli abitanti delle case popolari della zona…