Da giorni Donald Trump si dice “sempre più irritato” da Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, rei – a suo dire – di fingere una disponibilità a trovare un accordo capace di porre fine alla guerra in Ucraina. Difficile dargli torto, visto che sia Kiev sia Mosca continuano a fare aperture, salvo poi rimpallarsi le responsabilità per lo stallo delle trattative.
Un copione che va avanti da mesi e che si è confermato ieri, quando Zelensky ha dichiarato di aver dato istruzioni per organizzare le elezioni in Ucraina, ritenute una condizione sine qua non dal Cremlino per trattare la fine delle ostilità, nel caso si raggiunga un cessate il fuoco completo e definitivo.
Ucraina e Russia si rimpallano lo stallo nei negoziati di pace. E Trump sbotta: “Zelensky e Putin bluffano, la pazienza ha un limite”
Peccato che, secondo il consigliere presidenziale ucraino Mykhailo Podolyak, la Russia non voglia sentire ragioni, preferendo continuare con “feroci attacchi”. Motivo per cui il fedelissimo del leader di Kiev ha chiesto all’Occidente di aumentare le forniture militari all’Ucraina e, contestualmente, di fare pressioni economiche su Vladimir Putin affinché accetti il piano di pace formulato da Trump.
Dichiarazioni a cui ha risposto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, affermando che “il presidente Putin rimane aperto a negoziati pacifici, a trovare modi per risolvere la situazione ucraina attraverso metodi politici e diplomatici. E il fatto che la Russia, in accordo con la parte americana, abbia dichiarato di aderire alla moratoria temporanea sugli attacchi alle infrastrutture energetiche è la prova più eloquente di ciò”.
Sempre Peskov ha poi aggiunto che il problema resta “l’assoluta riluttanza del regime di Kiev a seguire la stessa strada”.