La guerra in Ucraina continua a infliggere devastazione, mentre le trattative di pace sembrano rimanere in stallo. Nonostante numerosi tentativi diplomatici e malgrado l’apparente, inspiegabile ottimismo di Donald Trump, il percorso verso una soluzione definitiva del conflitto appare ancora molto lontano.
A lasciarlo intendere è Kirill Dmitriev, l’inviato del Cremlino che ha recentemente visitato Washington per colloqui con funzionari dell’amministrazione americana, secondo cui le trattative tra Russia e Stati Uniti “richiederanno tempo, ma stanno procedendo in modo positivo e costruttivo”.
Peccato che, poco prima, Trump si fosse detto certo che l’accordo di pace fosse a un passo. “L’Europa non è riuscita a trattare con Putin, ma credo che io ci riuscirò”, aveva spiegato il tycoon, aggiungendo che, a suo dire, il presidente ucraino “Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin sono entrambi pronti a siglare un accordo di pace”.
Trump sicuro che Zelensky e Putin sono “pronti a firmare la pace”. Ma il Cremlino frena: “Le trattative procedono bene ma serve tempo per un accordo”
Davanti a questo apparente stallo, i leader europei continuano a fare pressione su Mosca per spingere lo zar ad accettare una cessazione immediata dei combattimenti. La Spagna, con il ministro degli Esteri José Manuel Albares, ha chiesto alla Russia di rispondere tempestivamente alla proposta di cessate il fuoco formulata da Trump, sottolineando che “l’Ucraina ha dimostrato di volere la pace”.
Sulla stessa linea Francia e Regno Unito, che hanno accusato Putin di usare i colloqui per guadagnare tempo, mentre le forze russe continuano a bombardare l’Ucraina.
Più dura, invece, la Germania, che attraverso la ministra Annalena Baerbock ha denunciato come le dichiarazioni di Putin sui negoziati siano “promesse vuote”. Secondo Baerbock, la comunità internazionale non deve cedere alla strategia di Putin di prolungare i negoziati senza reali intenzioni di raggiungere un accordo di pace. La posizione della Germania è chiara: la guerra deve finire, e la Russia deve dimostrare la sua volontà di fermare il conflitto.