Tajani insiste con l’Onu e Crosetto con i cannoni

I due ministri davanti alle commissioni riunite spiegano la posizione italiana. Ciascuno a modo suo. Il primo punta sull'Onu, il secondo sui cannoni

Tajani insiste con l’Onu e Crosetto con i cannoni

Parlare molto per dire poco. È il sunto dell’informativa alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla partecipazione dell’Italia a nuove missioni internazionali, tenuta ieri dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e da quello della Difesa, Guido Crosetto.

Tajani: “Truppe solo sotto l’egida dell’Onu”

Il primo ha ribadito che l’Italia continua a sostenere il coinvolgimento dell’Onu rispetto alle iniziative per un cessate del fuoco in Ucraina e che non è prevista alcuna partecipazione italiana a un’eventuale forza militare sul campo, se non sotto l’egida dell’Onu.

“Sosteniamo da tempo un ruolo profilato delle Nazioni Unite, nella cornice autorizzativa del Consiglio di Sicurezza”, ha detto Tajani, ricordando che “garanzie di sicurezza efficaci necessitano del più ampio consenso internazionale e non possono prescindere dagli Stati Uniti”.

Per Crosetto l’esercito di Mosca sarebbe alle porte, quindi bisogna comprare armi

Il secondo, Crosetto, ha invece dipinto uno scenario di guerra imminente, ribadendo la necessità di comprare più armi possibile, perché il conflitto con Mosca potrebbe essere alle porte. “La guerra è tutt’altro che finita”, ha avvertito, “Nessuno può pensare di costruire la sicurezza di un Paese prevedendo scenari bucolici, c’è chi si prepara a combattere”. Per il ministro la pace è un equilibrio tra forze, “l’obiettivo è portarlo verso il basso, verso il disarmo totale tra due parti. Ma quando una parte è armatissima e l’altra no allora diventa un equilibrio difficile da mantenere”. Più che naturale quindi che si debba dotare l’Italia di “uno strumento di tutela efficiente”.

M5s: “Non una parola sulla missione Nato in Ucraina”

“Oggi in audizione i ministri non hanno detto una parola sulla partecipazione italiana alla nuova missione Nato di supporto militare all’Ucraina – addestramento truppe e fornitura armamenti – basata in Germania, né è stato possibile fare domande, perché il dibattito è stato rinviato”, attaccano gli M5s Francesco Silvestri, Marco Pellegrini e Bruno Marton, “Una missione che rappresenta un salto di qualità nel coinvolgimento dell’alleanza nel conflitto e che assume un rilevo enorme nel quadro del dibattito sulle garanzie di sicurezza occidentali a Kiev”.

“Il governo non ha detto nulla oggi”, hanno aggiunto i pentastellati, “né ha fornito informazioni nel testo della deliberazione sulle missioni, dove addirittura questa nuova missione è stata infilata di straforo tra le proroghe di quelle in corso accorpandola alla missione europea di addestramento Eumam avviata nel 2022, senza dettagli su durata, costi e numero di soldati italiani coinvolti. Pretendiamo chiarimenti dal governo sia su questa nuova missione, sia sul possibile potenziamento della missione Nato in Romania dove i nostri caccia sono già impegnati a pattugliare il fronte aereo del Mar Nero”, hanno concluso.