La Sveglia

Radioterapia anti-tumori, solo 3 su 10 la ricevono

Sette persone malate di tumore su dieci dovrebbero ricevere radioterapia. Solo tre ci riescono. Il motivo non è una rivoluzione scientifica che ha superato il trattamento. Il motivo è che in Italia mancano i medici. Manca la volontà politica. Manca un’organizzazione decente.

Nel 2024, a fronte di 170 posti disponibili nelle scuole di specializzazione, si sono iscritti solo in 23. I radioterapisti in attività sono poco più di mille, distribuiti male. La materia è relegata a una manciata di ore nei corsi di medicina. I reparti oncologici li coinvolgono tardi, spesso per niente. Nel frattempo, in molti ospedali si celebrano con orgoglio le “eccellenze”, ma si ignorano i vuoti che possono essere letali.

Eppure la radioterapia, grazie alla sua precisione millimetrica e alla personalizzazione, ha permesso di curare quasi metà dei tumori guariti. È indicata quando la chirurgia è troppo rischiosa. È efficace contro metastasi selezionate. È un’arma pulita che l’Italia continua a lasciare scarica.

Ora sono arrivati gli Stati Generali. Riunioni, relazioni, buone intenzioni. Ma se anche questa volta non seguiranno investimenti concreti nella formazione e nella governance, resterà solo l’ennesimo convegno sulle occasioni perdute.

Nel frattempo, chi ha bisogno di cure aspetta. E l’attesa, in oncologia, non è mai neutra.