Una vasta operazione nazionale della Polizia di Stato ha sgominato una rete di pedopornografia online, portando all’arresto di 4 persone e all’indagine di altre 15. L’operazione, denominata “Stream”, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli e ha rivelato l’esistenza di una rete clandestina di sfruttamento sessuale minorile online. I reati sono legati alla detenzione di ingente materiale pedopornografico, con il coinvolgimento di soggetti tra i 22 e i 49 anni, tra cui un disoccupato di Foggia, un informatico di Biella, un operaio di Caserta e un massaggiatore di Pesaro Urbino.
La scoperta dei siti pedopornografici nel Dark Web
Le indagini della Polizia di Stato, condotte dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia online, hanno rivelato l’esistenza di due siti web nel Dark Web: “KidFlix”, un portale ispirato a Netflix, e “Wikipedo”, un sito pedopornografico con manuali per i pedofili. Questi portali offrivano contenuti multimediali con minori, organizzati in diverse categorie per favorire l’accesso e la riproduzione di materiale illecito.
Il ruolo delle criptovalute nelle transazioni illegali
Un altro elemento chiave dell’operazione è stato il sequestro di wallet di criptovalute, utilizzati dagli utenti per effettuare pagamenti sui portali illegali. La cooperazione internazionale, in particolare con le autorità tedesche e Europol, ha permesso di identificare i responsabili delle transazioni e tracciare i movimenti finanziari illegali, rivelando l’uso delle criptovalute per finanziare l’accesso alle piattaforme pedopornografiche.
Il coordinamento delle forze di polizia in Italia e in Europa
L’operazione ha visto il coordinamento tra la Polizia di Stato italiana e le autorità tedesche, sotto l’egida di Europol, con l’obiettivo di sconfiggere la pedopornografia online e proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione. Le indagini hanno portato a numerosi arresti e a un massiccio sequestro di dispositivi informatici contenenti decine di migliaia di file pedopornografici.
Le forze di polizia hanno effettuato perquisizioni in tutto il territorio nazionale, con operazioni in Lombardia, Lazio, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Puglia, Veneto e Sardegna. L’indagine ha visto il coinvolgimento di numerosi Centri Operativi Sicurezza Cibernetica in Italia, unendo le risorse e le competenze per combattere i crimini informatici a carattere sessuale.
Le nuove tecnologie contro la pedopornografia
Le analisi delle blockchain e l’uso di tecnologie avanzate hanno giocato un ruolo cruciale nel contrasto ai crimini online. La possibilità di tracciare i pagamenti effettuati in criptovaluta ha permesso agli investigatori di individuare i responsabili e smantellare la rete di pedopornografia.
La lotta continua contro lo sfruttamento minorile online
Questa operazione è solo una parte di un più ampio programma di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei minori online. La Polizia di Stato ha intensificato gli sforzi per prevenire il crimine e proteggere i minori, collaborando con le forze di polizia internazionali e utilizzando le risorse tecnologiche più avanzate per individuare e perseguire i colpevoli.
L’operazione “Stream” testimonia l’impegno della Polizia di Stato nella difesa dei diritti dei minori e nella protezione delle fasce più deboli della popolazione da abusi e sfruttamenti sessuali.