L’entusiasmo in casa del Movimento Cinque Stelle è alle stelle. Solo dalla rossa Emilia-Romagna partiranno per Roma 17 pullman, in totale ne sono attesi oltre 100. E poi tante le persone che arriveranno in treno e in aereo. Tutti per poter dire no al piano folle di riarmo.
Il corteo partirà da piazza Vittorio e si dirigerà verso i Fori dove si alterneranno una trentina di persone. L’ultima parola spetterà al leader Giuseppe Conte. Con lui ci saranno anche i tre capigruppo M5s di Camera e Senato e al Parlamento europeo e i vicepresidenti del partito.
Sul palco anche l’ex presidente della Camera Roberto Fico e la governatrice della Sardegna Alessandra Todde. Previsti anche gli interventi di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga.
Non solo politici ma anche storici e intellettuali
Non solo esponenti politici. Si alterneranno sul palco anche esponenti di altri mondi. Ci sarà l’economista statunitense Jeffrey Sachs ma anche Marco Travaglio, il professor Alessandro Barbero, Tomaso Montanari e il divulgatore Mario Tozzi, Saskia Terzani, figlia di Tiziano, Massimo Wertmüller, Barbara Spinelli e padre Zanotelli. Il corteo si aprirà con il network dei giovani M5S che saranno oltre 200. Tante le adesioni arrivate dal mondo dell’associazionismo e delle forze sociali, dall’Anpi alle Acli.
Conte lancia l’Opa sui pacifisti, incognita Schlein
La manifestazione segnerà una linea di demarcazione profonda tra chi è per la pace e chi non lo è, o lo è in maniera ambigua. E non c’è dubbio che il M5S si stia imponendo come la forza politica capofila del movimentismo pacifista all’interno della coalizione di centrosinistra.
E a proposito del centrosinistra la domanda sorge spontanea. E Il Pd? “Il Partito democratico parteciperà con una delegazione. “Le nostre posizioni non sono le stesse su tutto, ma condividiamo una forte critica alla corsa al riarmo dei 27 Stati europei e alle proposte di riarmo della Commissione e condividiamo invece la prospettiva verso una difesa comune europea, che non deve sottrarre risorse al sociale e alla coesione”, dichiara la segretaria dem, Elly Schlein.
“Ci sono distanze – aggiunge – su altri punti importanti come il sostegno all’Ucraina, ma pure convergenza sulla necessità che l’Unione europea lavori e negozi per la pace sia per l’Ucraina che per il Medio Oriente. Con il Movimento 5 stelle governiamo in molte regioni e città, e quando un nostro alleato va in piazza al netto delle nostre differenze noi diamo attenzione ed ascolto, perché siamo testardamente unitari”. Ma la domanda se Schlein farà parte della delegazione, composta tra gli altri da Francesco Boccia, Marco Furfaro, Antonio Misiani, Cecilia D’Elia, Susanna Camusso, Sandro Ruotolo – al momento non trova risposta certa.
“Confido che verrà”, andava ripetendo Conte nei giorni scorsi. Senza peraltro infierire sulla linea tenuta dai dem sul riarmo, votato quasi all’unanimità dalla delegazione europea del Pd, con le sole defezioni degli ‘indipendenti’ Cecilia Strada e Marco Tarquinio. “Bene la presenza della delegazione Pd”. È quanto affermano fonti M5S commentando le parole di Schlein, e confermando che “la segretaria dem ha chiamato Conte anticipandogli la decisione”.
Ma di fatto se Schlein non si dovesse affacciare alla manifestazione dei 5S confermerebbe tutte le sue difficoltà a stare in equilibrio tra le due spinte che arrivano dal partito, ovvero tra l’anima pacifista e quella guerrafondaia. E Conte avrebbe campo libero per lanciare la sua Opa anche sulla frangia pacifista del Pd che oggi scenderà in piazza al suo fianco.