Il Movimento 5 Stelle scende in piazza a Roma sabato prossimo per dire un netto “No al riarmo” e protestare contro il piano “Rearm EU” proposto dalla Commissione Europea, guidata da Ursula von der Leyen, giudicato inadatto per portare la Pace in Ucraina. Una manifestazione organizzata dai pentastellati, ma aperta a tutta la società civile e a tutte le forze politiche, che si preannuncia partecipata, con partenza alle 14 e comizio finale intorno alle 16 nei pressi del Colosseo.
L’obiettivo, come dichiarato nella conferenza stampa tenuta a Strasburgo dagli eurodeputati M5S Pasquale Tridico e Danilo Della Valle, è chiaro: chiedere un’inversione di rotta rispetto a quella che viene definita “una deriva militarista pericolosa e insensata”.
Un progetto fallimentare
“Sabato 5 aprile per noi sarà una giornata molto importante”, ha esordito Tridico, capodelegazione M5S al Parlamento Europeo. “Continuiamo la protesta contro Rearm EU, iniziata a Strasburgo l’11 marzo. Torniamo tra la gente, a Roma, per dire no al RearmUE, un progetto che per noi non ha motivo di esistere, è folle e, anche in termini di tempistica, è totalmente sbagliato”.
Nel suo lungo intervento, Tridico sottolinea l’ampia adesione all’iniziativa, che va oltre il Movimento 5 Stelle per abbracciare numerose realtà: “Abbiamo ricevuto moltissime adesioni: associazioni, leader, intellettuali, giornalisti. Non è una manifestazione solo del Movimento 5 Stelle, ma aperta a tutta la società”.
Scendere in piazza, dunque, per ribadire che investire miliardi di euro nel riarmo non è la risposta alle crisi attuali e, anzi, potrebbe diventare il detonatore di futuri conflitti. “Questo piano di riarmo proposto dall’Unione Europea non è un piano europeo, ma un piano di riarmo degli eserciti nazionali”, rincara la dose l’europarlamentare Danilo Della Valle. “Si sta solo favorendo il finanziamento della lobby delle armi, che questa classe politica continua a foraggiare”.
Durante la conferenza stampa, Della Valle punta il dito contro quella che definisce una “catastrofe europea”, promossa da leader come Von der Leyen, Kaja Kallas, Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, accusati di rappresentare il “partito unico della guerra” e di “continuare a farci credere che l’unico modo per risolvere questa situazione geopolitica complicata sia quello di una guerra e di una vittoria sul campo” da parte dell’Ucraina. Una vittoria che appare, secondo l’eurodeputato, irrealizzabile, visto che la Russia di Vladimir Putin è una potenza nucleare.
Inseguire la via diplomatica per la Pace in Ucraina
Qualcuno potrebbe chiedersi come si possa uscire da una crisi mondiale che appare irrisolvibile, ma la certezza del Movimento 5 Stelle è che la soluzione non può essere il riarmo dei singoli Paesi UE – per giunta a debito – perché la strada maestra è un’altra: quella della diplomazia e della pace.
“Noi siamo sempre stati per la pace, per la risoluzione del conflitto in Ucraina attraverso vie diplomatiche”, afferma Della Valle, ribadendo il sostegno all’integrità territoriale dell’ex repubblica sovietica, ma criticando soprattutto la mancata ricerca, da parte dell’Unione Europea, di una soluzione negoziale fin dalle prime fasi del conflitto, che va avanti ormai da tre anni.
Sul punto, Tridico paragona la diplomazia all’innovazione tecnologica: “Un approccio diplomatico, al pari dell’innovazione tecnologica, non si sa cosa comporta finché non lo si mette in campo, ma bisogna persistere e insistere, altrimenti non si raggiungerà mai un accordo. Noi siamo certi che la soluzione non è continuare a mandare armi, ma è l’esatto opposto”.
Un intervento in cui Tridico richiama anche la storia europea, citando la Conferenza di Helsinki come esempio di disarmo perseguito durante una delle fasi più drammatiche della Guerra Fredda e che ha contribuito a evitare un conflitto mondiale. “L’Europa è stata costruita sulla speranza, sulla pace, non sulle armi”, ricorda il capodelegazione M5S all’Europarlamento, aggiungendo: “Stiamo preparando la guerra con armi che i nostri figli potrebbero far esplodere nel prossimo futuro. È questo che dobbiamo bloccare”.
Le critiche al piano RearmUe di Ursula von der Leyen
Ma non è tutto. La critica al piano RearmUE è anche di natura economica e strategica. “Quasi l’80% della spesa extra andrà per lo più in acquisti da Paesi terzi, ovvero gli Stati Uniti, senza benefici per le aziende europee”, evidenzia Tridico. “Non c’è neppure un motivo economico per aumentare questa voce di spesa in maniera così frammentata. Per Paesi come l’Italia, significherebbe un aumento del debito pubblico fino al 152%”.
La proposta del M5S punta invece a una vera autonomia strategica europea – tecnologica, economica, sociale – e a una difesa comune che deve necessariamente partire dal coordinamento e dalla razionalizzazione, non da un riarmo indiscriminato.
La manifestazione di sabato, dunque, vuole essere un segnale forte contro una politica ritenuta “totalmente incoerente dal punto di vista economico” e pericolosa per il futuro del continente, ribadendo il messaggio che bisogna investire risorse nella pace, nella giustizia sociale e nelle soluzioni diplomatiche, non in una “deriva bellicista” dall’esito incerto.