A Strasburgo sulle due relazioni su sicurezza e difesa europea si spacca in tre la maggioranza – FI favorevole, Lega contraria, FdI si astiene – e si spacca anche il centrosinistra. M5S e Avs fermamente contrari, Pd favorevole ai due documenti e contrario all’emendamento sul piano di riarmo di Ursula von der Leyen approvato comunque dalla plenaria.
Ma ancora una volta merita un’analisi più dettagliata la posizione – sempre ai limiti dello psicodramma – del Pd. La linea data dal partito di Elly Schlein era di votare ‘no’ all’emendamento del Ppe che dava l’ok al piano di riarmo e sì ai due documenti.
Il voto sull’emendamento non risulta dai tabulati, dal momento che non era registrato, ma Pina Picierno, Giorgio Gori e Elisabetta Gualmini hanno dichiarato di avere comunque detto sì, nonostante l’indicazione contraria del partito.
Le contraddizioni tra i sì e i no del Pd
Ma che il partito esulti per aver tenuto sulle due relazioni al voto, e per non aver fatto la figura dei guerrafondai col no all’emendamento sul riarmo, è una contraddizione. Le due relazioni su politica estera e su difesa sono infatti state approvate da tutti gli europarlamentari Pd, tranne gli indipendenti Cecilia Strada e Marco Tarquinio da sempre su posizioni pacifiste.
E non è un caso. I due testi in diversi punti invitano l’Ue e i suoi Stati membri ad aumentare e accelerare significativamente l’assistenza umanitaria, il sostegno militare, gli aiuti economici e finanziari e il sostegno politico a Kiev in ogni modo possibile fino alla vittoria dell’Ucraina.
Parlano molto di difesa comune ma nella sostanza sono una spinta al riamo, giustificandolo con la crescente minaccia rappresentata da Russia, Cina e Iran.
Chiedono di supportare l’Ucraina con l’invio di armi e con l’apertura di linee produttive di sistemi di armi direttamente sul territorio ucraino insieme all’addestramento dell’esercito ucraino da parte dei paesi Ue.
E si chiede ai paesi membri di preparare le famiglie e i giovani alla nuova mentalità orientata alla gestione delle crisi belliche, con esercitazioni e iniziative che facciano partecipare la società civile a questo sforzo bellico.
Picierno alla fine smaschera le ambiguità del Pd
Tanto che a smascherare il Pd ci pensa proprio Picierno. “Noto anche oggi una certa tendenza a confondere le acque del dibattito pubblico. Pazienza e chiarezza: nel testo finale votato dalla delegazione del Pd e da tutto il gruppo dei socialisti e democratici c’è ReArm Europe, ed è motivo di grande soddisfazione per la responsabilità dimostrata da parte di tutti”, scrive sui social la vicepresidente del Parlamento europeo.