I dazi annullano la crescita italiana: nel 2025 solo +0,2%

Una guerra dei dazi può ridurre la crescita di oltre mezzo punto percentuale in Italia. L'Anci, invece, denuncia il rischio licenziamenti.

I dazi annullano la crescita italiana: nel 2025 solo +0,2%

Una crescita stagnante, vicina alla zero. Il rischio per l’Italia è concreto, soprattutto in caso di un’escalation sui dazi annunciati da Donald Trump. Il Centro studi di Confindustria, nel suo Rapporto di primavera, stima un ulteriore rallentamento del Pil italiano nel 2025, con i dazi che possono pesare fino allo 0,6% della crescita, causando anche la fuga di aziende e capitali. Oltre al rischio di un declino strutturale dell’industria.

Il rischio dazi: la crescita italiana vicina allo zero

Ragioni per cui il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, rivolge un appello alla politica: “In momenti difficili come questo servono misure straordinarie e coraggio straordinario, abbiamo bisogno che il nostro governo abbia coraggio e che l’Europa cambi rotta”. Nello scenario attuale, la crescita del 2025 dovrebbe essere dello 0,6%, con una revisione al ribasso dello 0,3% e stime che sono praticamente la metà di quelle del governo. Andrà leggermente meglio nel 2026, con un +1% del Pil.

Il rischio, però, è che le cose vadano molto peggio: dazi al 25% sulle merci europee, con una forte risposta di Bruxelles, potrebbero impattare sul Pil per lo 0,4% nel 2025 e per lo 0,6% nel 2026. Il che vuol dire una crescita dello 0,2% quest’anno e dello 0,4% l’anno prossimo. A questo allarme si aggiunge quello dell’Anci: i Comuni denunciano come un calo “drastico delle esportazioni” possa “generare chiusure di fabbriche, licenziamenti e disagio sociale per centinaia di famiglie”. Soprattutto in quei territori in cui “si trovano coltivazioni e prodotti Igp o Dop con annesse aziende e società modello del made in Italy”.