Fondi di Coesione dirottati sulle armi: arriva l’Ok

La premier ha sempre giurato che non si avvarrà della possibilità. Ma non si esclude una giravolta di Meloni

Fondi di Coesione dirottati sulle armi: arriva l’Ok

L’Europa non indietreggia di un millimetro dal suo proposito di armare gli Stati membri fino ai denti e mette sul tavolo tutti gli strumenti per raggiungere il suo obiettivo.

Riprogrammare su base volontaria una parte della Coesione per rafforzare la capacità produttive nel settore della difesa e per costruire infrastrutture a duplice uso, militare e civile. E’ quanto propone la Commissione europea nella revisione intermedia della politica di Coesione presentata ieri, includendo la difesa tra le nuove ‘priorità’ di investimento verso cui riprogrammare le risorse insieme agli alloggi a prezzi accessibili, la resilienza idrica e regioni di confine.

I programmi che verseranno almeno il 15% dei fondi a queste priorità potranno beneficiare di un pre-finanziamento del 4,5%, oltre al 30% previsto per il 2026.

Fitto tenta di giustificare l’ingiustificabile

“Il mondo è cambiato, le regioni e gli Stati europei devono affrontare sfide nuove”, ha detto il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue, Raffele Fitto.

Nella riforma sono individuate cinque priorità verso cui riprogrammare i fondi. “Obiettivo della Commissione – ha spiegato Fitto – è promuovere la competitività e la decarbonizzazione, la difesa e la sicurezza, le regioni di confine orientali, gli alloggi a prezzi accessibili, la resilienza idrica e la transizione energetica, l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, la resilienza idrica e la transizione energetica”.

E ancora. “Nel lungo periodo lo vedremo: ribadisco che con questo provvedimento pensiamo ad adattare le risorse alle nuove realtà. Possiamo dire che i diversi Paesi useranno le diverse priorità, tra cui anche la difesa. Ma vorrei chiarire che non stiamo parlando di comprare armi”.

Il M5S contro la militarizzazione dell’economia europea

Ma non è semplice credergli. “Trasformare i fondi di coesione in uno strumento al servizio dell’industria della difesa e della militarizzazione dell’economia europea non è solo sbagliato, è masochistico”, scrive Valentina Palmisano, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, in una nota.

“Il Sud Italia è uno dei principali beneficiari di questi fondi, chi ci assicura che in futuro Giorgia Meloni non faccia un’altra delle sue giravolte e non autorizzi questo scippo? Questa revisione di medio termine puzza di fregatura perché tra l’altro sulla mobilità militare è previsto il finanziamento dell’UE al 100%, mentre su altri capitoli di spesa – scuola, sanità e lavoro – il cofinanziamento nazionale permane. Come Movimento 5 Stelle ci opporremo al Parlamento europeo contro questa vergognosa picconata al Sud Italia che ha la firma del Commissario Fitto”, conclude Palmisano.