La piaga dei femminicidi in Italia è dovuta anche alla presenza di “giovani, o giovani adulti, di etnie che non hanno la nostra stessa sensibilità verso le donne”. Parola del ministro della Giustizia Carlo Nordio. L’ultima (grave) gaffe – a voler essere buoni – il Guardasigilli l’ha regalata ieri, a Salerno, commentando gli omicidi di Ilaria Sula e Sara Campanella (uccisa per strada da un compagno di università, italianissimo).
Nordio: “Abbiamo fatto il possibile”
Sul contrasto ai femminicidi in Italia “abbiamo veramente fatto il possibile, sia come attività preventiva per incentivare il codice rosso e accelerare i termini, sia nell’aspetto repressivo, abbiamo introdotto il reato di femminicidio, cosa che ci è costata anche qualche critica”, ha detto Nordio, cercando di allontanare le critiche sul (non) operato del governo.
L’attacco razzista
Ma il ministro, non pago, ha poi aggiunto: “Purtroppo il legislatore, e la stessa magistratura, possono arrivare entro certi limiti a reprimere questi fatti che si radicano nell’assoluta mancanza, non soltanto di educazione civica, ma anche di rispetto verso le persone, soprattutto per quanto riguarda giovani, o giovani adulti, di etnie che non hanno la nostra stessa sensibilità verso le donne”.
Il Pd: “Parole da criminologo dell’Ottocento”
Parole che hanno dato fuoco alle micce delle polemiche: “Nordio pensi prima di parlare e parli dopo aver fatto il suo dovere di ministro”, ha attaccato la dem Debora Serracchiani, “Se ci sono carenze legislative poteva intervenire quando il governo ha approvato il Ddl Femminicidio su cui ora viene chiesta la nostra collaborazione. Si occupi di intervenire negli ambiti di sua competenza per evitare che si ripetano simili tragedie, che le donne possano sentirsi sicure a casa loro e fuori, che abbiano luoghi dove rivolgersi se hanno paura e che i colpevoli siano puniti con certezza. Ma ci risparmi le analisi da criminologo ottocentesco”.
“Fa impressione che un uomo di molta esperienza”, ha aggiunto l’esponente Pd, “non si renda nemmeno conto di quanto sia fuori luogo uscirsene con queste sciocchezze a pochi giorni dall’ennesimo assassinio di una ragazza”.
Zanella: “Nordio dice sciocchezze”
Più tranchant l’Avs Chiara Zanella: “Il ministro Nordio dice sciocchezze, forse per compiacere i suoi amici leghisti”. Zanella ricorda poi come “anche dalle audizioni che stiamo svolgendo in Commissione femminicidio emerge chiaramente che il fenomeno della violenza maschile sulle donne è assolutamente trasversale alle diverse componenti della società, sia per classe sociale che etnia”.
“Abbiamo tutte letto le dichiarazioni del ministro Nordio, che per noi sono difficili da condividere”, commenta invece Antonella Veltri, presidente di Donne in Rete contro la violenza- D.i.Re, “Siamo davvero stanche di dichiarazioni inutili a femminicidio avvenuto: quello che serve è un vero e attuabile piano di prevenzione che lavori sulla società tutta, la scuola, rinforzando i centri antiviolenza. Affermazioni sulla famiglia di origine del bambino non sono quello che pensiamo possa servire al cambiamento. Per quanto riguarda il Ddl Femminicidi, il ministro Nordio ce ne vuole spiegare l’utilità per le donne che sono state uccise dopo la sua entrata in vigore? Basta, davvero. Serve altro e i centri antiviolenza si sono da sempre messi a disposizione per lavorare insieme al cambiamento”.
Solo FdI difende il ministro
L’univa voce a difesa del ministro, quella della deputata Imma Vietri, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Affari Sociali: “Quando la sinistra non ha niente da dire cerca sempre di strumentalizzare, a proprio comodo, qualsiasi frase sia pronunciata da esponenti del Governo Meloni”. Per la meloniana “il fatto che alcune etnie abbiano sensibilità diverse nei confronti delle donne, per via della loro cultura o religione, mi sembra un dato talmente reale che non so come possa essere contestato”.
E circa femminicidi e violenza sulle donne sottolinea: “Basta leggere le statistiche ufficiali diffuse dal Dipartimento di Pubblica sicurezza: su 5.832 indagati per stupro nel 2023, il 43% sono stranieri. Gli accusati di aver ucciso donne nel 2023 sono 160, di questi ben 44 sono stranieri (27,5%). Dunque, sembra evidente che non possano essere sottovalutati anche gli episodi di violenza commessi da stranieri”.
E, proprio mentre Vietri dichiarava, a Pontedera (Pisa) un professore finiva ai domiciliari per violenza sessuale ai danni di un’allieva minorenne e per molestie su alcune studentesse. Chissà di che etnia è quel docente…?