È morto Val Kilmer, volto indimenticabile del cinema americano degli anni ’80 e ’90. L’attore statunitense si è spento a 65 anni per le complicazioni di una polmonite, come comunicato dalla figlia Mercedes al New York Times. Da anni combatteva contro un tumore alla gola diagnosticato nel 2014, una lunga battaglia che aveva raccontato senza filtri anche nel documentario autobiografico Val, presentato a Cannes nel 2017.
Con Val Kilmer morto, il mondo del cinema perde un interprete eclettico, capace di passare dalla commedia alla tragedia, dal biopic musicale al blockbuster d’azione, sempre con una presenza scenica magnetica e uno stile inconfondibile.
Da Top Secret a Top Gun: l’ascesa
Nato a Los Angeles il 31 dicembre 1959, Kilmer era stato uno dei più giovani ammessi alla Juilliard School. Il suo esordio al cinema arriva nel 1984 con Top Secret!, parodia della Guerra Fredda in cui interpreta un cantante rock coinvolto in un intrigo internazionale. Ma il grande successo arriva due anni dopo, nel 1986, quando viene scelto da Tony Scott per il ruolo del tenente Tom “Iceman” Kazansky in Top Gun, accanto a Tom Cruise.
Quel personaggio, rivale del protagonista ma affascinante e carismatico, lo consacra tra le star di Hollywood. Kilmer tornerà a vestire i panni di Iceman nel 2022, in Top Gun: Maverick, con una toccante apparizione resa possibile grazie all’intelligenza artificiale, che ha ricreato la sua voce ormai compromessa dalla malattia.
Gli anni d’oro: Jim Morrison, Batman e il cinema d’autore
Tra i ruoli più amati di Val Kilmer spicca l’interpretazione intensa e trasformista di Jim Morrison nel film The Doors di Oliver Stone (1991), dove dimostrò anche doti vocali sorprendenti.
Nel 1995 fu Bruce Wayne/Batman in Batman Forever, diventando così il volto dell’Uomo Pipistrello in uno dei cinecomic più iconici degli anni ’90. Nello stesso anno recitò in Heat – La sfida, capolavoro firmato Michael Mann con un cast stellare che includeva Robert De Niro e Al Pacino.
Negli anni, ha lavorato con alcuni dei più importanti registi americani: è stato Doc Holliday in Tombstone, agente FBI in Cuore di tuono, protagonista del thriller politico Spartan di David Mamet e del noir Wonderland, dove interpretava la controversa pornostar John Holmes.
Tra i suoi ruoli più curiosi, quello dell’artista Willem de Kooning in Pollock e del re Filippo di Macedonia in Alexander (di nuovo sotto la regia di Oliver Stone), padre di Alessandro Magno interpretato da Colin Farrell.
L’addio di un attore fuori dagli schemi
Negli ultimi anni di vita, Val Kilmer ha affrontato con coraggio le conseguenze della malattia, tra interventi alla trachea e perdita quasi totale della voce. Eppure non ha mai smesso di raccontarsi e di lavorare. Con il documentario Val ha aperto al pubblico la sua vita, tra gloria e fragilità, mostrando anche il dietro le quinte di una carriera vissuta sempre con intensità.
Con Val Kilmer morto, se ne va un pezzo di Hollywood capace di attraversare generi, mode e generazioni. Lascia due figli, Mercedes e Jack, avuti dall’ex moglie Joanne Whalley, e un’eredità fatta di ruoli memorabili, scene cult e una verità artistica rara. Il cinema perde un attore dalla bellezza inquieta, dalla voce profonda e dall’anima tormentata, che ha saputo dare corpo e anima a personaggi entrati nella storia.