Donald Trump ha annunciato i nuovi dazi americani per mettere fine a quelle che ha definito decenni di pratiche sleali che hanno penalizzato gli Stati Uniti e gli americani, scatenando pesanti reazioni in tutto il mondo. “E’ il giorno della liberazione”, ha detto il presidente degli Usa dalla Casa Bianca.
“Sarà il giorno che sarà ricordato come quello in cui abbiamo reso l’America di nuovo ricca”, ha aggiunto. “Tra poco firmerò un ordine esecutivo storico, per tariffe reciproche ai Paesi in tutto il mondo. Reciproco significa che loro fanno questo a noi e noi lo facciamo a loro”, ha spiegato.
Gli Usa, ha precisato Trump, imporranno la metà dei dazi reciproci imposti agli Stati Uniti dagli altri Paesi. I dazi per tutti i Paesi saranno in vigore da oggi. Sulle auto prodotte all’estero ci saranno dazi del 25%. Saranno del 20% quelli applicati all’Unione europea. “Ci hanno derubato per anni, sono patetici”, ha commentato il presidente americano.
Trump grazia la Gran Bretagna col 10%, alla Cina tariffe al 34%
Del 10% quelli alla Gran Bretagna. Alla Cina saranno applicate tariffe al 34%. I dazi più alti sono per il Vietnam: il 46%. Tra gli altri paesi più colpiti la Tailandia (36%), Taiwan (32%), l’Indonesia (32%), la Svizzera (31%) e l’India (26%). Tariffe del 10% anche all’Ucraina.
Se ci saranno ritorsioni contro i dazi gli Stati Uniti risponderanno alzando le tariffe. Lo riferiscono due funzionari della Casa Bianca.
Bruxelles prepara una risposta in due fasi
“Una risposta ci sarà, e sarà al momento opportuno”, è stata la linea tracciata dalla Commissione europea, in attesa del presidente americano. La risposta dell’Ue si dislocherà su due binari, uno politico e l’altro commerciale.
Quanto al primo, Bruxelles ribadirà ciò che, nelle ultime settimane ha già spiegato più volte la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: i dazi fanno male a tutti, sono ingiustificati e compromettono relazioni commerciali solide, come quelle transatlantiche.
Allo stesso tempo l’Europa non chiuderà la porta al dialogo. Il commissario al Commercio e alla Sicurezza Economica Maros Sefcovic non ha mai interrotto i contatti con Washington, dove non è escluso che torni nei prossimi giorni.
Sul piano commerciale la Commissione sta preparando una risposta che sia innanzitutto equilibrata tra i Paesi membri, tentando di bilanciare gli effetti collaterali che deriveranno dai contro-dazi a prodotti e servizi americani.
Il piano, come anticipato dal governo francese, è che la risposta sia in due fasi. Dapprima, la Commissione farà scattare i contro-dazi su alluminio e acciaio. La sospensione, che scade il 13 aprile, non sarà prorogata.
Poi, entro fine aprile, Bruxelles dovrebbe mettere in campo la sua reazione ai dazi legati al cosiddetto “giorno della liberazione dell’America”.
La Commissione probabilmente accompagnerà ai contro-dazi un piano per un supporto nel breve termine ai comparti economici più colpiti.
L’invito della Bce agli Stati membri per una risposta unitaria
“Nel momento in cui grandi economie adottano politiche strategiche come i dazi, l’Europa non può apparire disunita. Se non prendiamo decisioni in un’unica direzione europea, gli altri potrebbero usare le nostre divergenze contro di noi”, ha dichiarato Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito i dazi voluti dal presidente Usa un “errore profondo”, evidenziando come, da parte europea, servisse “una risposta compatta, serena, determinata”.
“Quello statunitense è per noi un mercato fondamentale ed è evidente che l’introduzione di nuovi dazi avrebbe risvolti pesanti per i produttori italiani”, ha detto Giorgia Meloni.
“Questa è la ragione – ha proseguito la premier – per la quale adesso bisogna lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti né l’Europa. Il che, ovviamente – ha ammesso -, non esclude se necessario di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni”.