La guerra dei dazi annunciata da Donald Trump sul settore auto rischia di avere pesanti conseguenze per tutto il comparto, ma anche e soprattutto sui consumatori. Dal 2 aprile scatteranno tariffe doganali al 25% per l’importazione di auto negli Stati Uniti e gli effetti potranno andare ben oltre il semplice aumento dei prezzi per i contribuenti Usa.
Un report realizzato da Federcarrozzieri nelle scorse settimane, infatti, evidenzia i rischi – dal punto di vista dei prezzi – per i consumatori italiani e per le case automobilistiche globali. Parliamo di un impatto negativo, peraltro con un’analisi effettuata prima della conferma dei dazi globali e quindi forse con conseguenze stimate più contenute, da 16 miliardi di euro per Stellantis e da 8 miliardi per Volkswagen.
L’effetto dei dazi sarà quindi globale e ricadrà sul mercato europeo e italiano. Sia per quanto riguarda i prezzi delle auto sia per quanto riguarda la componentistica. Secondo questo report, per i consumatori italiani le auto potrebbero costare dai 1.500 ai 3mila euro in più nei prossimi mesi.
Gli effetti dei dazi per le aziende del settore automotive
Secondo la stima di Federcarrozzieri, per Volkswagen sono a rischio 8 miliardi di ricavi con l’introduzione delle tariffe doganali. Cifra addirittura raddoppiata, a quota 16 miliardi, per Stellantis. Con utili per le aziende automobilistiche in calo tra il 5% e il 15%, in un momento in cui già vivono una importante crisi.
Peraltro il report è basato soprattutto sui dazi solamente in alcuni Paesi come Messico e Canada. Attualmente in Messico si producono 3,5 milioni di auto l’anno dirette nel mercato Usa, soprattutto di Volkswagen. Stellantis, invece, produce tra Canada e Messico il 40% delle auto vendute negli Stati Uniti, mentre per Nissan la percentuale è del 31%.
In più va considerata la produzione di tutta la filiera, compresi quindi i pezzi di ricambio. In questi Paesi vengono prodotti componenti dell’airbag, cinture di sicurezza, pneumatici, freni e componenti dei motori elettrici.
Tariffe doganali, quanto costerà di più un’auto in Italia
L’aumento dei prezzi per il consumatore finale, quindi, riguarderà sia le vetture che i pezzi di ricambio. Federcarrozzieri calcola un rincaro medio dei listini di circa il 10%, che in Italia vuol dire un aumento tra i 1.500 e i 3000 euro per le auto più vendute. Nel dettaglio:
- Fiat Panda ibrida +1.595 euro
- Jeep Avenger benzina +2.475 euro
- Citroen C3 benzina +1.524 euro
- Toyota Yaris Cross +2.865 euro
- Peugeot 208 ibrida +2.422 euro
- Toyota Yaris ibrida +2.455 euro
- Lancia Ypsilon ibrida +2.390 euro
- Volkswagen T-Roc benzina +3.035 euro
Un nuovo aumento dei prezzi che viene dopo quello degli ultimi anni. Sempre Federcarrozzieri, infatti, fa notare come rispetto al periodo pre-Covid (2019) si sia già registrata una crescita del 43% per il costo medio di un’auto in Italia, oggi leggermente superiore ai 30mila euro.