Corteo per la pace, 100mila in piazza con il 5 Stelle contro il riarmo. Conte: “Finita la luna di miele di Meloni”

Corteo dei 5 Stelle contro il riarmo: in 100mila ai Fori Imperiali. Conte lancia l’alternativa a Meloni, Pd presente ma contestato.

Corteo per la pace, 100mila in piazza con il 5 Stelle contro il riarmo. Conte: “Finita la luna di miele di Meloni”

Cinque anni dopo l’inizio della legislatura, il Movimento 5 Stelle è tornato a riempire le piazze. Roma, sabato 5 aprile, Fori Imperiali: in centomila – secondo gli organizzatori – hanno risposto all’appello lanciato da Giuseppe Conte per dire no al riarmo europeo, no al progetto ReArm dell’Unione europea e al nuovo patto di stabilità che impone tagli mentre si spendono 800 miliardi in armi. Una manifestazione politica, sociale e simbolica, che ha messo insieme opposizioni, associazioni, attivisti e persino esponenti del mondo accademico e scientifico come il Nobel Giorgio Parisi, con un videomessaggio dello storico Alessandro Barbero che ha evocato “un clima simile a quello che precedette il 1914”.

La piazza dei 5 Stelle

Il corteo è partito da piazza Vittorio e ha sfilato fino ai Fori Imperiali. Bandiere del M5S, dell’Alleanza Verdi e Sinistra, del Partito democratico. Presente anche una nutrita rappresentanza della società civile: associazioni pacifiste, comitati per la scuola e la sanità, rappresentanti del mondo ambientalista. Più di 20 mila persone collegate in streaming. Dalle transenne e sul palco si sono succeduti slogan, cori, interventi. “Siamo 100mila – ha detto Giuseppe Conte chiudendo la giornata – e questa è la piazza della pace, della sanità pubblica, della scuola, del lavoro. Da qui parte l’alternativa a Giorgia Meloni”.

Conte all’attacco

Il presidente del M5S ha parlato più volte dal palco. Ha definito “folle” il piano europeo di riarmo e ha accusato Meloni di averlo sottoscritto “senza un mandato, senza un voto parlamentare, di nascosto e senza un confronto con i cittadini”. Il progetto, secondo Conte, giova solo alla Germania che vuole diventare una potenza militare. “Hanno utilizzato la verità dell’aggressione russa – che noi abbiamo condannato – come alibi per abbandonare ogni via diplomatica” ha aggiunto, accusando il governo di aver “spezzato la speranza europea” e di “svendere il paese ai dazi e alla logica del blocco militare”.

Il messaggio politico

Oltre all’opposizione al riarmo, la manifestazione è stata il primo vero banco di prova per la costruzione di un’alleanza politica alternativa al centrodestra. “Questa è una piazza che abbiamo messo a disposizione di tutti – ha detto Conte – anche di chi non ha la nostra tessera, anche di chi non condivide tutte le nostre idee”. Presenti in piazza anche Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli di AVS, che hanno parlato di “passaggio obbligato” e “occasione per costruire convergenze tra le opposizioni”.

Il Partito democratico, invece, si è presentato con una delegazione guidata dal capogruppo al Senato Francesco Boccia, da Sandro Ruotolo, Marco Furfaro, Susanna Camusso e altri esponenti della segreteria. La segretaria Elly Schlein non c’era, scelta che ha sollevato qualche malumore ma che Boccia ha difeso: “La segretaria è sempre in piazza, oggi c’è una delegazione importante. Alcune cose ci dividono dai 5 Stelle, ma sulla critica alla corsa al riarmo siamo d’accordo. E insieme vogliamo mandare a casa Giorgia Meloni”.

Selfie, strette di mano e qualche fischio

L’inserimento della delegazione Pd nel corteo è stato silenzioso ma non è passato inosservato. Alcuni manifestanti hanno applaudito, altri invece hanno gridato “ambigui”, rinfacciando il voto favorevole dei dem alla risoluzione sulla difesa europea a Strasburgo. Alcuni esponenti dem si sono fermati per selfie e strette di mano, altri si sono dileguati prima del palco. “Giusto esserci, ma fino a un certo punto” ha commentato un deputato in forma anonima.

Barbero e Travaglio, le voci dalla piazza

Due degli interventi più attesi sono arrivati in video. Lo storico Alessandro Barbero ha messo in guardia: “A noi storici chiedono spesso a cosa somigli la nostra epoca. E io dico: somiglia al 1914, quando nessuno voleva la guerra, ma tutti si preparavano a farla”. Marco Travaglio ha invece elencato le “balle” del governo Meloni e della Commissione europea, criticando il trasformismo bellico di chi “usa la guerra per ridefinire l’Europa secondo gli interessi industriali”.

Una piazza che divide

La manifestazione ha segnato un punto di svolta nel dibattito politico nazionale. Se da un lato ha evidenziato la possibilità di un’unità tra opposizioni su alcuni temi, dall’altro ha mostrato le fratture non sanate. Il Pd resta diviso tra un’anima europeista e una più critica, AVS cerca uno spazio autonomo e il M5S tenta di porsi come perno di una futura coalizione. Intanto, Giuseppe Conte incassa il successo di piazza e rilancia: “Li fermeremo. Da qui parte una grande onda. Viva l’Italia, viva l’Europa della pace”.

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