Corea del Sud, la Corte costituzionale conferma la destituzione del presidente Yoon Suk-yeol che a dicembre tentò un golpe

Corea del Sud, la Corte costituzionale conferma la destituzione del presidente Yoon Suk-yeol che a dicembre tentò un golpe

Corea del Sud, la Corte costituzionale conferma la destituzione del presidente Yoon Suk-yeol che a dicembre tentò un golpe

La Corte Costituzionale della Corea del Sud ha confermato all’unanimità la destituzione del presidente Yoon Suk-yeol, ponendo fine a mesi di incertezza politica e scontri istituzionali. La decisione arriva in seguito alla controversa proclamazione della legge marziale da parte di Yoon, avvenuta lo scorso dicembre.

Il verdetto della Corte, annunciato in diretta televisiva dal presidente facente funzione Moon Hyung-bae, è entrato immediatamente in vigore. Secondo la legge sudcoreana, il Paese dovrà ora organizzare elezioni presidenziali anticipate entro 60 giorni.

Corea del Sud, la Corte costituzionale conferma la destituzione del presidente Yoon Suk-yeol che a dicembre tentò un golpe

La pronuncia della Corte arriva a quasi quattro mesi dal voto di impeachment approvato dall’Assemblea Nazionale della Corea del Sud, che ha accusato Yoon di aver violato la Costituzione imponendo la legge marziale il 3 dicembre, decisione poi revocata poche ore dopo dallo stesso Parlamento.

“Gli effetti negativi sull’ordine costituzionale e le gravi violazioni delle leggi da parte dell’imputato sono tali da rendere i benefici della sua destituzione nettamente superiori alle perdite per la nazione”, ha dichiarato il presidente della Corte, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Yonhap.

La destituzione di Yoon Suk-yeol rappresenta un momento cruciale nella storia politica della Corea del Sud, segnando un nuovo capitolo nel rapporto tra presidenza, Parlamento e giustizia costituzionale.