Altri 17 giorni. Scadrà infatti il 22 aprile la proroga concessa all’Italia dalla Camera preliminare I della Corte penale internazionale per presentare una memoria difensiva sul caso di Najeem Osema Almasri Habish, il presunto criminale di guerra arrestato e rilasciato dal governo Meloni. È quanto si legge nella decisione della Camera preliminare sul nostro Paese datata 25 marzo.
La prima proroga chiesta dall’Italia
Nel documento la Camera ricorda che il 17 febbraio scorso l’Italia avrebbe dovuto spiegare come mai Almasri non fosse stato consegnato all’Aja dopo l’arresto a Torino. Il 17 marzo però “la Cancelleria ha trasmesso una richiesta dell’Italia di proroga del termine per presentare le proprie osservazioni in merito”. Nella richiesta Roma affermava “di non essere attualmente in grado di presentare osservazioni in merito, poiché sono stati avviati procedimenti nazionali e le sue autorità sono tenute a rispettare il segreto istruttorio”.
Richiesta “irricevibile” per la Corte
Nello stesso documento, l’Italia chiedeva alla Camera “di prorogare il termine per la presentazione delle sue osservazioni fino alla conclusione dei procedimenti nazionali”. Una richiesta “irricevibile” dall’organo della Cpi, perché, come sottolinea la stessa Camera, “la determinazione se uno Stato abbia omesso di cooperare con la Corte è indipendente da qualsiasi procedimento nazionale, specialmente quelli avviati dopo che la questione è stata esaminata dalla Camera”.
L’ennesima grana, insomma, per il governo Meloni. Tuttavia, prosegue la Corte, “prendendo atto della disponibilità dell’Italia a proseguire il dialogo con la Corte, la Camera concederà una proroga fino al 22 aprile 2025, alle ore 16, entro la quale l’Italia dovrà presentare le proprie osservazioni sul merito o fornire alla Camera una spiegazione motivata della sua incapacità di farlo”.