Bankitalia gela il governo e taglia le stime del Pil: crescita asfittica nel 2025

La Banca d'Italia gela il governo tagliando le stime del Pil: i primi effetti dei dazi fanno rivedere la crescita al ribasso.

Bankitalia gela il governo e taglia le stime del Pil: crescita asfittica nel 2025

Anche nel 2025 la crescita italiana sarà asfittica. La Banca d’Italia ha tagliato le stime sul Pil, soprattutto a causa dell’inasprimento delle politiche commerciali. Così la previsione per quest’anno è di un +0,6%, due decimi di punto in meno rispetto a quanto preventivato solamente a dicembre. Per il 2026 si stima una crescita dello 0,8% (-0,3% rispetto alle stime) e nel 2027 ci si fermerà allo 0,7%. Bankitalia, peraltro, sottolinea che il metodo è basato su dati destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative: se non venisse applicata questa correzione, la crescita sarebbe ancor più bassa quest’anno: solo +0,5%.

Effetto dazi, Bankitalia taglia le stime del Pil: la crescita arranca

Le stime includono una “prima e parziale valutazione” sugli effetti dei dazi, ma senza considerare eventuali ritorsioni né altri effetti negativi sui mercati internazionali. Complessivamente, nel triennio 2025-2027, l’impatto negativo dei dazi sul Pil è “superiore al mezzo punto percentuale”, come si legge nelle Proiezioni macroeconomiche della Banca d’Italia. Al di là dell’incertezza dettata dal contesto internazionale e dalla guerra commerciale avviata da Donald Trump, via Nazionale parla anche dei possibili “effetti positivi” dati da un “orientamento più espansivo della politica di bilancio a livello europeo, anche in connessione con gli annunci di incremento delle spese per la difesa”.

Il Pil potrebbe essere spinto grazie “all’andamento favorevole dei consumi”, che “aumenterebbero a tassi superiori a quelli del Pil” grazie al recupero del potere d’acquisto. Che, però, è minimo, se non addirittura inesistente negli ultimi mesi. Tornando sui dazi, l’attesa è che comportino una stagnazione delle esportazioni quest’anno, con un ritorno alla crescita graduale “nel prossimo biennio”. Infine, l’inflazione è stimata all’1,5% nel 2025 e nel 2026, per poi salire al 2% nel 2027.