Ballottaggi, La Russa frena sull’emendamento

L'emendamento della discordia: niente ballottaggi con il 40% dei voti. La Russa avverte: "Potrebbe essere improponibile".

Ballottaggi, La Russa frena sull’emendamento

Un emendamento che lascia molti dubbi persino nel presidente del Senato, Ignazio La Russa. È quello presentato due giorni fa dalla maggioranza al dl Elezioni in commissione Affari costituzionali sui ballottaggi, che mira a modificare il meccanismo elettorale per i Comuni sopra i 15mila abitanti, abbassando al 40% la soglia oltre la quale non scatta il ballottaggio e che prevede un premio di maggioranza per le liste collegate per arrivare al 60% dei seggi in consiglio comunale.

Lo stop di La Russa all’emendamento sui ballottaggi

Ieri La Russa ha “invitato” il presidente della commissione, Alberto Balboni (FdI), ad un attento esame dell’emendamento perché ci sarebbero “seri rischi” che possa essere considerato improponibile a norma di regolamento. “Mi sorprende che il presidente La Russa mi chieda un riesame di una questione che non ho ancora esaminato. Certamente farò un’attenta valutazione…”, ha risposto Balboni, “Ho deciso di prendermi il fine settimana per studiare la questione con la dovuta attenzione, poiché si tratta di un tema delicato che necessita di approfondimento. Mi sono impegnato a fornire una risposta entro martedì sera o, al più tardi, mercoledì mattina alle 10. E mercoledì alle 14 inizieremo a votare gli emendamenti”, ha assicurato.

Schlein promette battaglia: “Non si riscrivono le regole della democrazia”

“Come Pd ci opporremo con ogni strumento parlamentare”, ha detto ieri la segretaria Elly Schlein, “non accettiamo i blitz notturni che riscrivono le regole democratiche a misura della maggioranza”. “Prendiamo atto delle opportune parole del presidente del Senato La Russa”, ha aggiunto il dem Francesco Boccia.

Ma Fdi e Lega vogliono andare comunque avanti

Tuttavia la maggioranza pensa di andare avanti comunque. “Se il presidente di Commissione ha qualche dubbio sull’ammissibilità dell’emendamento in quanto modifica una legge ordinamentale, noi ci rimetteremo alle decisioni sue e del presidente del Senato”, fa sapere Lucio Malan (FdI), “Se non dovesse essere ammissibile, potremmo usare altri strumenti”.

“Il ballottaggio alle amministrative comunali non è un dogma”, commenta il sindaco leghista di Ancona e vice presidente vicario di Anci, Daniele Silvetti, “il secondo turno non aiuta ad allargare la partecipazione democratica e non affronta efficacemente il fenomeno dell’astensionismo”.

Una visione diametralmente opposta a quella espressa dal presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi che aveva chiesto “un ripensamento” sulla proposta.