Una buona notizia, ma solo parziale. La busta paga di aprile sarà più ricca per i docenti e il personale Ata, ma meno di quanto dovrebbe. NoiPa applicherà infatti nel cedolino per il settore della scuola l’indennità di vacanza contrattuale per il triennio 2025/2027- Ma non ci sarà, ancora, l’applicazione del taglio del cuneo fiscale.
Gli effetti del nuovo taglio, riformato dalla manovra, non si potranno ancora vedere ad aprile: queste somme sono attese da gennaio da tutti i lavoratori e le lavoratrici della scuola, così come da tutti quelli della pubblica amministrazione. Resta, però, la buona notizia relativa agli aumenti di stipendio legati all’indennità di vacanza contrattuale, fissata dalla legge di Bilancio.
Busta paga più alta ad aprile, ecco di quanto
Gli aumenti previsti sono dello 0,6% fino a giugno, poi l’incremento diventerà dell’1%. Gli aumenti in busta paga per l’indennità scatteranno per i docenti e per gli altri lavoratori scolastici in questo mese. Ricordiamo che si tratta di un’indennità erogata in attesa del rinnovo contrattuale, per il quale sono state avviate le trattative. L’indennità viene riconosciuta ai dipendenti pubblici nel periodo tra la scadenza del vecchio contratto e l’applicazione del rinnovo.
Per il monto della scuola scatteranno quindi aumenti in busta paga ad aprile dello 0,6%. Questo incremento sarà in vigore fino al 30 giugno di quest’anno. Poi, dal primo luglio, la crescita dello stipendio mensile sarà pari all’1%. Gli importi del mese di aprile sono disponibili online dal 7 aprile, con il sistema NoiPa che è tornato operativo.
Ancora fermo il taglio del cuneo fiscale per il mondo della scuola
Nessuna novità, invece, sul fronte del taglio del cuneo fiscale e contributivo. Il sistema è stato modificato dall’ultima legge di Bilancio, non venendo più erogato come sgravio contributivo. Ma per i dipendenti della scuola l’applicazione non è ancora avvenuta e sembra che andrà allo stesso modo anche ad aprile.
NoiPa non ha fornito alcuna conferma sull’arrivo del taglio del cuneo fiscale: sembra quindi che, per oltre tre milioni di dipendenti statali tra cui quelli della scuola, gli effetti del taglio non arriveranno neanche stavolta. Parliamo di importi pari a circa 82 euro mensili di media. Per i docenti e il personale Ata si stima un arretrato medio che oggi è già di circa 333 euro.