Continuano le manovre militari della Cina di Xi Jinping intorno all’isola di Taiwan, ritenuta una provincia ribelle da ricondurre, con le buone o con le cattive, al ricongiungimento con Pechino. Nelle ultime 24 ore, e a seguito di una maxi esercitazione “a fuoco vivo” durata ben due giorni, la flotta cinese è tornata a fare capolino davanti alle coste taiwanesi, schierando 59 aerei militari e 31 navi da guerra.
Xi Jinping mette pressione a Taiwan schierando 59 jet e 31 navi da guerra. E Taipei chiede aiuto alla comunità internazionale affinché ponga fine alle provocazioni cinesi
A darne notizia è il ministero della Difesa di Taipei, che su X ha precisato che 31 jet da combattimento si sono introdotti nella Zona d’identificazione della difesa aerea (ADIZ) dell’isola, con “manovre altamente ostili”. Lo stesso ministero fa notare come il rischio è che continuando così, presto o tardi potrà esplodere un conflitto devastante.
Sempre le autorità di Taiwan, che hanno chiesto alla comunità internazionale di fare pressioni sulla Cina affinché ponga fine alle provocazioni, hanno fatto notare come le recenti esercitazioni militari organizzate da Pechino dimostrino tre capacità ormai consolidate da parte delle forze armate cinesi: la capacità di condurre operazioni congiunte, di sferrare attacchi di precisione su obiettivi chiave – tra cui porti e infrastrutture energetiche – e di assumere il controllo dell’isola.