I Paesi europei stanno incitando l’Ucraina a continuare il conflitto di fronte ai “cambiamenti negli equilibri politici”, ha affermato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. “Quando gli equilibri politici sull’Ucraina cambiano, come è evidente dal voto nelle Nazioni Unite, l’Europa cerca immediatamente di sabotare questa tendenza, annunciando nuovi grandi pacchetti di aiuti militari a Kiev, incitandola a continuare a combattere”, ha detto Lavrov.
Affermazioni che, per quanto discutibili, contengono un fondo di verità. L’Europa infatti non fa che lavorare per il riarmo. Pare essere la sua ossessione. Ieri c‘è stata una videocall che ha coinvolto tutti e 27 leader europei.
L’Europa ossessionata dall’aumento delle spese per la Difesa
E’ durata circa trenta minuti e si è focalizzata, per la grandissima parte, sull’aggiornamento tenuto da Emmanuel Macron a seguito del bilaterale con Donald Trump a Washington. Macron ha informato i leader dell’Ue sul suo incontro con Trump, “molto utile per preparare il nostro Consiglio europeo straordinario del 6 marzo, dove prenderemo decisioni sul nostro sostegno all’Ucraina e sul rafforzamento della difesa europea”, ha detto il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa.
In quell’occasione i 27 torneranno a vedersi in un summit straordinario nel quale la Commissione dovrebbe presentare un primo documento per il rilancio della difesa comune. Di ritorno da Kiev, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha confermato alcuni punti cardine: il ricorso alla clausola di salvaguardia nazionale per scorporare le spese di ciascuno Stato membro dal deficit e l’aumento degli investimenti privati col supporto delle banche, a cominciare da quella europea degli investimenti.
Domenica a Londra vertice Ue: presente anche Zelensky
Ma prima del vertice di marzo, domenica si riunirà a Londra un gruppo di leader europei per fare il punto sul riarmo e sul futuro dell’Ucraina. Con un formato molto simile a quello convocato qualche giorno fa da Macron a Parigi. E come nella capitale francese, oltremanica ci sarà anche Giorgia Meloni. Presente anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
Londra e Parigi vorrebbero mandare anche truppe in Ucraina. Ma l’idea non solo spacca l’Europa ma riceve la netta e ferma contrarietà della Russia. “Non possiamo considerare e non considereremo una tale opzione”, dice Lavrov.
Secondo cui il piano del presidente francese prevede un cessate il fuoco immediato, lo schieramento di peacekeeper e in seguito negoziati sulle questioni territoriali e altri problemi. “Questo non è altro che un inganno”, ha affermato il capo della diplomazia russa. “Non possiamo – ha aggiunto – dare l’assenso a una pausa che mira soltanto a un obiettivo: pompare ancora di armi l’Ucraina”.
Meloni mette l’elmetto: a Kiev garanzie nell’ambito della Nato
Meloni mette pure l’elmetto. “La Nato rimane, ancora di più dopo l’ingresso della Svezia e della Finlandia, la pietra angolare della nostra sicurezza, ma deve anche avere oggi un approccio il più possibile a 360 gradi. Sia dal punto di vista geografico, e per l’Italia, è molto importante l’attenzione al fianco sud dell’Alleanza, oltre che al fianco est. Sia nel considerare il concetto di minaccia e di sicurezza, molto più spesso di quanto lo fosse in passato. Per farlo dobbiamo ovviamente spendere di più ma anche riuscire a incrementare gli investimenti”, ha detto la premier, secondo cui a Kiev le garanzie di sicurezza devono essere realizzate nel contesto dell’Alleanza atlantica.
Intanto Matteo Salvini ribadisce il no all’idea di Francia e Gran Bretagna. “Parlare oggi di mandare soldati italiani in terra di guerra non ha senso, non mi esercito neanche a dire chi e come. Prima Putin e Zelensky devono deporre le armi e poi ragioneremo di tutto”, dice il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti. Quanto alla spesa militare “si può aumentare, ma l’ultima cosa che faccio è tagliare la spesa sanitaria per aumentare la spesa militare”.
Accordo tra Usa e Ucraina sulle Terre Rare ma Zelensky non avrà le garanzie richieste
Zelensky viene a firmare l’accordo sulle terre rare, annuncia intanto Trump. “Gli Stati Uniti hanno bisogno di terre rare e l’Ucraina ne ha, l’accordo ci consentirà di riprenderci i nostri soldi”, ha aggiunto, sottolineando allo stesso tempo che l’intesa “è molto buona anche per l’Ucraina”.
In realtà l’Ucraina non avrà dagli Usa quelle garanzie di sicurezza che chiedeva. “Non ho intenzione di concedere garanzie di sicurezza oltre a un certo punto: faremo in modo che l’Europa lo faccia, visto che è il loro vicino di casa, ma ci assicureremo che tutto vada bene”, ha spiegato il presidente Usa.
Che ha poi detto che l’Ucraina “può scordarsi della Nato, credo che la Nato sia probabilmente la ragione per cui è scoppiata la guerra”.